Non leggiamo e scriviamo poesie perché è carino; noi leggiamo e scriviamo poesie perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passione. Medicina, legge, economia, ingegneria, sono nobili professioni, necessarie al nostro sostentamento, ma la poesia, la bellezza, il romanticismo, l'amore, sono queste le cose che ci tengono in vita. Citando Walt Whitmann: - O me o vita, domande come questa mi perseguitano, infiniti cortei di infedeli, città gremite di stolti, che v'è di nuovo in tutto questo? O me o vita - Risposta: che tu sei qui, che la vita esiste, e l'identità; che il potente spettacolo continua e che tu puoi contribuire con un verso. Quale sarà il tuo? (Cit. da l'Attimo Fuggente)


"I poeti hanno cento volte più buon senso dei filosofi. Cercando il bello, essi incontrano più verità che non ne trovano i filosofi cercando il vero". (J. JOUBERT, Pensées)
Con la condivisione dell'esperienza si matura. Con la condivisione dell'emozioni si respira. Con la condivisione della bellezza si incontra la vita.
I contenuti di questo Blog sono condivisione di esperienza ed emozioni. Benvenuto.

Il mio primo libro


E' il mio primo libro! Se ne vuoi sapere di più CLICCA QUI!

Chi sono

Blogger:
Nome: Aldo Li Volsi

Nasce a Catanzaro il 15 gennaio 1979; scopre la poesia a 13 anni, quando conosce e si innamora di una ragazza che corteggerà per anni, proprio a suon di versi poetici. Crescendo e ampliandosi i suoi interessi, ha dedicato versi, e non solo, raccontando le esperienze più importanti della sua vita, soprattutto l’incontro con Gesù che senza dubbio rappresenta il momento più significativo della sua esistenza. Il suo sguardo è sempre attento osservatore delle vicende umane e del cuore degli uomini. Si è laureato in Economia e Commercio nel Luglio del 2004, ma ha continuato la sua passione per la scrittura che lo ha portato negli anni a scrivere tantissimi articoli, riflessioni e soprattutto poesie con argomento principale l’Amore e la Vita. Dal mese di Settembre 2007 è attivo il suo Blog. Dal mese di Marzo 2008 cura la rubrica “L’attimo fuggente” sul sito www.alleundicialbar.com

- Vince il Concorso "VERRA’ IL MATTINO E AVRA’ UN TUO VERSO Vol. III – Poesie d’Amore" della ALETTI EDITORE e la conseguente pubblicazione della poesia “Nella mia stanza” nel volume antologico omonimo. (2006)

- Vince il Concorso "POESIE ITALIANE 2006" della ALETTI EDITORE e la conseguente pubblicazione della poesia “Mancanza” nel volume antologico omonimo. (2006)

- Vince la pubblicazione della Poesia “Getsemani” nel Volume “Il suono del silenzio 2006” della TATI EDIZIONI (pubblicazione non autorizzata poi dall’autore) (2006)

- Vince la pubblicazione della poesia “Incantato” al Concorso "Tra un fiore colto e l'altro donato" della ALETTI EDITORE (pubblicazione non autorizzata poi dall’autore) (2007)

- Vince il premio "Creativity Award" e la pubblicazione della poesia "Far breaths" nell'antologia poetica "Life is a journey well expressed" promossa dalla ASA PUBLISHING COMPANY (2007)

- Vince la pubblicazione della poesia "Un istante di te" al 5° Concorso di Poesia "Verrà il mattino e avrà un tuo verso - Poesie d'amore" della ALETTI EDITORE (2008)

- Finalista al Concorso Letterario dell'Università "La Sapienza" di Roma con la poesia “Getsemani”, pubblicata nella raccolta di poesie realizzata in seguito al concorso "Media di...versi 2008" (2008)

- Vince il Concorso Letterario Fotografico "SAREBBE BELLO" della CARTMAN EDIZIONI e la conseguente pubblicazione della poesia “Sarebbe bello se fossi tu” nel volume antologico omonimo. (2008)

- Vince la pubblicazione della Poesia "Bambini" nell'Antologia "TUTTI I COLORI DEI BAMBINI" dell'omonimo concorso della EDIZIONI MONTAG; iniziativa a scopo benefico il cui ricavato verrà devoluto alla Lega del Filo d'Oro. (2008)

- Secondo classificato al concorso web “SULLE ORME DEL DOLCE STIL NOVO”, promosso dall’ ”Associazione Culturale Il Serale” con la poesia “Un dì solo”. (2006)

- Segnalato dalla Giuria al 1° Concorso Letterario Nazionale in Forma di SMS "MESSAGE IN A BOTTLE" (sito su www.minab.it).(2008)

- Vince la pubblicazione della Poesia “Eterne impronte” nel Volume “Il suono del silenzio 2008” della TATI EDIZIONI (pubblicazione non autorizzata poi dall’autore) (2008)

- Finalista alla IV edizione del Concorso Internazionale di Poesia e Narrativa “Roscigno Vecchia” con la poesia “Incontro d’Amore” (in attesa di sapere il risultato della premiazione) (2008)

- Vince la pubblicazione della Poesia “L'Alba giusta” nell'Antologia "FLORILEGIO" del Concorso di Poesia OcchiettiNeri 2008 - II Edizione promosso dall'Associazione socio-culturale "OcchiettiNeri" (2008)

- 3° Classificato all'edizione 2008 del Premio Letterario di Poesia e Narrativa “ALOIS BRAGA” con la poesia “Fuoco Ardente”, pubblicata nel E-book dell'omonimo Concorso (2008)

Dopo aver ricevuto diverse proposte editoriali (Tati Edizioni, Aletti Editore, Montag Edizioni, Rupe Mutevole Edizioni, Parole Sparse Edizioni, Il Filo Edizioni, Libroitaliano World, ecc.), decide di pubblicare e nell’Agosto del 2007 lo fa attraverso Lulu.com; il suo primo libro, dal titolo “Respiri dell’Anima”, raccoglie alcune (ottantadue) delle sue tante poesie scritte nel corso degli anni.

Venerdì 18 Luglio 2008 è ospite della trasmissione “Consigli per gli acquisti” sul Canale EcoTv (Sky 906)(www.ecotv.it), condotta da Nino Graziano Luca, per una puntata dedicata al suo libro.
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domenica, 07 giugno 2009

La fine... del Blog

Ebbene si, il mio Blog chiude qui.
E' stata una bella esperienza, ma è giunta a mio avviso la sua fine.
Ringrazio tutti coloro che, anche solo per cinque minuti,
son passati di qua e si sono soffermati su quanto pubblicato.

Mi piacerebbe lasciarvi un pensiero finale come augurio per il futuro,
per chiunque passerà di qui anche per caso (ma non sarà per caso):


Cercate la vera Bellezza,
cercate la vera Sapienza,
cercate la vera Verità,

cercate il vero Amore,
cercate la vera Felicità.

Tutte queste cose sono collegate, trovandone una sarete vicini alle altre,
trovandole tutte sarete pienamente realizzati e felici.

Tutte queste cose sono presenti in una persona, Gesù Cristo.
Cercandole, troverete Lui, il Signore della vera Vita.

Sono monotono, lo so, ma meglio di questo non ho trovato nei miei 30 anni di esistenza,
più felicità di questa non l'ho trovata, cercandola a lungo durante la mia vita.
Perciò, questo vi auguro,
di trovare anche voi il meglio che c'è,
perchè la vostra gioia sia piena.


Il Blog chiude qui,
ma questa fine è soltanto apripista per nuove cose.


Ciao a tutti,
arrivederci.


Aldo Li Volsi

Vi lascio con questo video stupendo per ricordarvi, qualora non lo pensiate,
che la vita è davvero una esperienza meravigliosa:







Vanità delle vanità, dice Qoèlet,
e tutto è vanità.
Conclusione del discorso, dopo che si è ascoltato ogni cosa:
Temi Dio e osserva i suoi comandamenti,
perché questo per l'uomo è tutto.


(Dal Libro del Qoelet)

postato da: aldejes alle ore 14:08 | link | commenti
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venerdì, 05 giugno 2009

Dedicato alla mia ragazza...

Meravigliosamente 
un amor mi distringe

Meravigliosamente
un amor mi distringe1
e mi tene ad agn'ora.
      Com'om che pone mente
in altro exemplo pinge
la simile pintura,
      così, bella, facc'eo,
che 'nfra lo core meo
porto la tua figura.

      In cor par ch'eo vi porti,
pinta como parete,
e non pare di fore.
      O Deo, co' mi par forte.
Non so se lo sapete,
con' v'amo di bon core:
      ch'eo son sì vergognoso
ca pur vi guardo ascoso 2
e non vi mostro amore.

      Avendo gran disio,
dipinsi una pintura,
bella, voi simigliante,
      e quando voi non vio3,
guardo 'n quella figura,
e par ch'eo v'aggia avante:
      come quello che crede
salvarsi per sua fede,
ancor non veggia inante.

      Al cor m'arde una doglia,
com'om che ten lo foco
a lo suo seno ascoso,
      e quando più lo 'nvoglia4,
allora arde più loco
e non pò stare incluso:
      similemente eo ardo
quando pass'e non guardo
a voi, vis'amoroso.

      S'eo guardo, quando passo,
inver' voi, no mi giro,
bella, per risguardare.
      Andando, ad ogni passo
getto uno gran sospiro
che facemi ancosciare5;
      e certo bene ancoscio,
c'a pena mi conoscio6,
tanto bella mi pare.

      Assai v'aggio laudato,
madonna, in tutte parti7
di bellezze ch'avete.
      Non so se v'è contato
ch'eo lo faccia per arti,
che voi pur v'ascondete.
      Sacciatelo per singa8,
zo ch'eo no dico a linga9,
quando voi mi vedrite.

      Canzonetta novella,
va' canta nova cosa;
lèvati da maitino
      davanti a la più bella,
fiore d'ogni amorosa,
bionda più c'auro fino:
      "Lo vostro amor, ch'è caro,
donatelo al Notaro
ch'è nato da Lentino."

Giacomo Da Lentini

(1)mi distringe: mi avvince
(2)ascoso: nascosto
(3)vio: vedo
(4)lo 'nvoglia: lo avvolge
(5)ancosciare: singhiozzare
(6)conoscio: controllo
(7)in tutte parti: in ogni paese
(8)singa: segni
(9)a linga: a voce

postato da: aldejes alle ore 09:52 | link | commenti (1)
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domenica, 31 maggio 2009

Doni per la felicità

Buona festa di Pentecoste !

Possiamo chiedere al Signore i suoi doni
perchè la nostra vita sia felice e abbondante di gioia.
Chiediamo al Signore la Sapienza, l'Intelligenza, il Consiglio,
la Scienza, la Fortezza, la Pietà, il Timor di Dio.
Chiediamoli perchè Lui non mancherà di donarci tutte queste cose
insieme al Suo Amore.
Perchè impariamo ad usare tutta la nostra vita per Amare
raggiungendone quindi il senso più vero.

Oggi è il giorno in cui chiedere il rinnovamento della nostra vita...
il giorno in cui chiedere uno spirito nuovo con cui vivere e amare.
Oggi è il giorno dell'Amore di Dio riversato nei nostri cuori.
Buona festa a tutti !


Dio ci benedica grandemente !

I DONI DELLO SPIRITO SANTO

I doni dello Spirito Santo sono regali che lui ci fa per affinarci di più a sé.
Troviamo questi doni enumerati nel Libro del profeta Isaia al capitolo 11 dove parlando del Messia che verrà il profeta dice che sarà ricoperto dello Spirito del Signore che è spirito di Sapienza ecc…

E’ interessante notare che nell’originale ebraico erano nominati solo sei doni, mancava la pietà, quando invece è stata preparata la versione greca chiamata dei 70 (circa un secolo prima di Cristo), essi introdussero anche la pietà perché nella lingua greca il termine timore di Dio non rendeva la pienezza di significati del corrispondente ebraico.

I 7 doni ci sono dati perché nello Spirito Santo portiamo frutti, noi che ora siamo innestati nella vite vera. I frutti dello Spirito santo li conosciamo da Galati 5,22-23.

Nella sequenza allo Spirito Santo diciamo: "Senza il tuo spirito non c’è nulla nell’uomo senza colpa". Il Signore vuole darci questi doni ma tocca a noi aprirci. Gv 7,37: "Chi ha sete venga a me e beva, chi crede in me, fiumi di acqua viva sgorgheranno dal suo seno. E diceva questo riferendosi allo Spirito Santo". Abbiamo dunque la certezza di questi doni.

Sapienza: E’ l’esperienza gioiosa delle realtà soprannaturali. Ci da una conoscenza di Dio che non passa dalla conoscenza delle cose ma dalla condivisione della sua stessa vita. E’ fondamentale nella vita Cristiana, Risponde alle nostre esigenze di felicità. In Sapienza 8 abbiamo la sposa che offre tutte le gioie dell’intimità con Dio. E’ la gioia degli Apostoli dopo la Pentecoste. E’ l’anticipazione del Paradiso.

Sap. 7,24-27 "Lei penetra in tutte le cose in virtù della sua purezza. E’ un aura del Dio potente e una pura effusione della gloria dell’Altissimo. Lei può tutto e rinnova tutto mentre lei rimane intatta. Passando in anime sante di ogni età produce amici di Dio e profeti".

Sap. 9,10 "Mandami la tua sapienza che sia con me e lavori con me perché io conosca ciò che piace a te.

Mt. 5,13-16 Voi siete il sale della terra e la luce del mondo. La vostra luce deve risplendere di fronte agli altri, essi devono vedere le vostre opere buone e rendere gloria al Padre dei cieli.

La gente si sente attratta dal "Sapiente" perché sa che non è solo conoscenza quella che riceve ma stile di vita, capacità di approfondire le cose, provocazione ai valori veri della vita. Il sapiente capisce l’animo, le attese le speranze di chi gli sta di fronte.

Il sapiente non si allinea alle mode ma sa andare contro corrente e provocare la massa.

Un ragazzo ha visto una ragazza cento volte, ed essa era una delle tante, bruttina e noiosa. Ad un certo punto si innamora di essa e vede tutto in modo diverso, gode di averla vicina, tutto l’affascina in lei, cerca tutti i modi per stare con lei. Questo è l’effetto della fede in noi quando è arricchita dalla sapienza. Da questa nuova esperienza di Dio scaturisce anche un modo nuovo di vedere e valutare la vita e le cose. L’anima vede le cose con gli occhi di Dio e le valuta come le valuta Dio.

Frutto della sapienza è la contemplazione.

Intelletto: E’ la risposta al bisogno di conoscenza e verità. Ci fa comprendere in maniera chiara quello che la luce della fede ci fa comprendere in maniera crepuscolare. Nell’ultima cena Gesù dice: "Vi ho detto queste cose ma il Padre vi manderà lo Spirito Santo che vi insegnerà ogni cosa". E’ indispensabile nell’Evangelizzazione e nella catechesi, sia per chi parla che per chi ascolta. Fa capire in profondità la Parola di Dio e fa gustare la bellezza delle realtà rivelate.

Sal 119,104 "Attraverso i tuoi precetti io guadagno l’intelletto per cui odio le vie false".

Pensate a tutti i dogmi della fede. "Ti ringrazio Padre perché hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli".

Il dono dell’intelletto coinvolge non solo la mente ma anche il cuore, la volontà, la passione, e persino l’azione.

Per gli antichi Ebrei della Bibbia, sede dell’Intelletto non è il cervello ma il cuore perché la conoscenza che si raggiunge col cuore è più profonda di quella fredda del cervello.

Non è puro calcolo, ma adesione. Intelletto, da intus legere. Chi conosce con l’intelletto non si ferma all’esteriorità e al momento ma sa cogliere le conseguenze delle cose e accettarle. L’intelletto è strettamente legato alla fortezza che gli darà la capacità di portare avanti le scelte.

Altra caratteristica dell’intelletto è quella di saper fare unità tra i diversi aspetti della fede.

Chi vive di intelletto sa che la vita è sempre un misto di vittorie e sconfitte, gioie e dolori. Si arriva a capire il modo di agire di Dio che è diverso dal nostro.

E’ un dono indispensabile quando si legge la Bibbia. Frutto dell’intelletto è la profezia.

Consiglio: Offre un discernimento intuitivo e sicuro nelle scelte che facciamo per conoscere la volontà di Dio. Pensate alla scelta vocazionale. Accresce la virtù della Prudenza. Fa sì che le nostre azioni siano degne di Dio; ci fa agire sempre per la gloria di Dio.

Mt 6,25-34 "Quando pregate non fate come i pagani... quando digiunate ... quando fate l’elemosina ..." "Guardate i Gigli del campo e gli uccelli del cielo".

Qui si va al di là delle scelte legate solo ai doveri morali. Di per sé non si tratta di scegliere di seguire delle regole, quello è scontato. Non si tratta di scegliere tra un bene e un male, quello è scontato. Si tratta di scelte più impegnative che ci avvicinano a Dio.

Però è anche vero che al giorno d’oggi sorgono molteplici problematiche nuove per le quali non è più sufficiente applicare le regole vecchie alla lettera. Ad esempio tutte le problematiche dell’etica medica e scientifica.

Inoltre oggi è sempre più forte la problematica innalzata dall’incontro della società occidentale sempre più in crisi di valori religiosi e le culture diverse, per cui anche i valori tradizionali sembrano perdere o cambiare significato. Cosa vuol dire libertà, rispetto della vita, famiglia, ecc.? Fino a che punto il pluralismo è valore e non confusione? Dobbiamo ripartire da Babele per arrivare alla Pentecoste dove la diversità delle lingue scaturisce dall’unità dello Spirito.

Naturalmente fondamento del consiglio è l’esperienza e siccome qui si parla di consiglio come dono di Dio è necessario far esperienza di Dio sia nella preghiera che nella coerenza di vita. Primo dovere di ogni consigliere è pregare.

Frutto del consiglio è soprattutto la riscoperta della propria vocazione e di quella degli altri: il così detto discernimento spirituale.

Fortezza: Ci abilita a sopportare fatiche e sofferenze ma anche ad affrontare tentazioni e difficoltà. E’ lo spirito dei martiri, di coloro che sono ammalati da tempo e offrono queste sofferenze. Solo un amore grande riesce a superare tutte le difficoltà. "Non ci spaventino le prove o i dolori, a chi ama, Dio moltiplica i dolori. E’ dai dolori più grandi che sorgono le gioie più grandi". "Vivere, palpitare, morire ai piedi della croce o in cima alla croce". "Non domandiamo a Cristo che ci liberi dalle croci, sarebbe la nostra rovina, domandiamo che ce le aumenti, e ci dia la capacità di portarle con gioia con lui". (Don Orione).

Sir. 2,1 "Quando vieni a servire il Signore preparati per le prove. Sii retto di cuore e forte, non ti smarrire nel tempo dell’avversità".

Sal 46 "Dio è per noi rifugio e forza, aiuto sempre vicino nelle angosce".

Mt 10, 16-33 "Vi mando come pecore in mezzo ai lupi. ... Non preoccupatevi di cosa e come dovete dire, vi sarà suggerito in quel momento. Non sarete infatti voi a parlare ma lo Spirito del Padre".

La troviamo sia tra le virtù cardinali che tra i doni dello Sp. S. Alla virtù si riferisce l’azione decisa della persona, al dono si riferisce la capacità di farsi guidare e plasmare dallo Sp. S. nonostante le difficoltà. Il dono è quindi la completezza della virtù stessa.

Si ha di fronte il bene, con l’intelletto e il consiglio si sono fatte le scelte, ora si tratta di portarle a termine, di essere fedeli.

Si esprime più nella fedeltà del quotidiano anche se può arrivare alla grandezza del martirio.

E’ necessaria contro lo scoraggiamento, le tentazioni, l’egoismo, ma è necessaria anche nel cammino spirituale di santificazione, ne sono prova le così dette notti oscure attraverso le quali passarono i grandi mistici.

Frutto della fortezza è la gioia interiore.

Scienza: Dell’intelletto abbiamo detto che ci fa intuire le verità, la scienza ci da la capacità di vedere le cose come le vede Dio. Fa sì che possiamo vedere sempre tutte le creature con gli occhi della fede. Fa percepire con sensibilità viva la presenza del Creatore nelle creature e la presenza di Gesù in tutti gli uomini. E’ alla base della santità perché ci pone sempre alla presenza del Signore.

Sal 49 "L’uomo nella prosperità non comprende è come gli animali che periscono. ... Ma Dio potrà riscattarmi, mi strapperà dalla mano della morte. Se vedi un uomo arricchirsi non temere, se aumenta la gloria della sua casa. Quando muore con sé non porta nulla".

Mc 12, 38-40 Guardatevi dagli scribi che amano passeggiare ...

Mc 12, 41-44 L’obolo della vedova.

Qui si rivolge il sapere umano che il dono della scienza sa cogliere e porre all’interno della scala di valori di Dio.

E’ capacità di conoscere e capire le cose e di usarle per il bene, per incamminarsi verso Dio. E’ un sapere che non può essere appreso solo sui libri ma diventa affinità con la materia, diventa vita.

In una cultura sempre più laica e atea che vuol escludere Dio perché di lui non ci sono prove scientifiche, la scienza si rilancia come strumento di cammino verso Dio, dando la capacità alla conoscenza umana di fare il salto verso l’assoluto e accettare quello che non possiamo comprendere. E’ quindi strettamente collegata con la Fede. Fa capire la limitatezza del sapere umano. E’ il dono dei filosofi cristiani, ma, più in generale di tutte le scuole cristiane.

Frutti della scienza sono ammirazione, stupore e riflessione.

Pietà: Ci fa sperimentare la tenerezza del Padre e ci fa sentire figli prediletti. "Come un bimbo sereno in braccio alla madre". Ci da il senso della Divina Provvidenza, che riconosce che siamo figli di Dio e che lui provvede a tutto. "Il Signore non turba mai la pace dei suoi Figli se non per darne una maggiore" (Don Orione). E’ la forza del pentimento dei peccati. E’ l’amore dei figli verso il Padre. Esempio è Enea che fugge da Troia portando in spalle il padre.

Os. 11, 3-4 "Gli ho insegnato a camminare, l’ho tirato su fino alla mia guancia e mi sono chinato su di lui per dargli il mio cibo".

Gal 4,6 "E’ lui che ci sussurra di dire Padre".

Lo spirito di pietà ci introduce nell’intimità della famiglia trinitaria.

Sap 12,20-22 "Se hai punito con riguardo e indulgenza i nemici dei tuoi figli concedendo loro tempo di ravvedersi, con quanta più attenzione lo fai coi figli della promessa? Mentre dunque ci correggi colpisci i nemici perché riflettiamo e speriamo nella tua misericordia".

E’ un dono che coinvolge volontà, azione, sentimenti delle persone. E’ una sensibilità del cuore, di quel cuore di carne che Dio ha messo al posto del cuore di pietra. Diventa così importante perché prepara il terreno per tutti gli altri doni. E’ cuore capace di ascoltare la parola del Signore e far sì che diventi impulso per le azioni.

Insegna a desiderare come Dio desidera. L’uomo diventa figlio di Dio e impara a dire con confidenza e umiltà: Abbà, Padre.

Da questo cuore convertito che si slancia verso Dio nasce la preghiera.

Questo rapporto con Dio ha conseguenza anche sul nostro rapporto con gli uomini. Ci fa sentire vicini agli altri, fratelli. Sensibili, senza sentirsi migliori perché la pietà porta sempre con sé l’umiltà.

Frutti della pietà sono la preghiera e la solidarietà.

Timore di Dio: Non è paura, ma il riconoscere la santità e la trascendenza, la maestà di Dio. E’ il santo che cantiamo ogni giorno a Messa (Is 6,1). Rende vivo il valore di Dio nella nostra vita, ci fa coscienti della sua presenza e ci fa dispiacere di far qualcosa contro di Lui. Adorazione, lode, ringraziamento partono da qui.

Sir 1,9-18 "Il timore del Signore è gloria e vanto. ... Per chi teme Dio andrà bene alla fine. ... Principio della sapienza è il timore del Signore. Pienezza della sapienza è il Timore del Signore. Corona della sapienza è il timore del Signore. Radice della sapienza è il timore del Signore."

Sal 25 Chi è l’uomo che teme Dio? Gli indica il cammino da seguire. Il Signore si rivela a chi lo teme, gli fa conoscere la sua alleanza. Vedi la mia miseria e la mia pena e perdona tutti i miei peccati".

Mt 24 essere pronti per la venuta del Signore (Discorso escatologico)..

Non è la paura e non è neanche in contrasto con l’amore. Esso è prima di tutto rispetto, riconoscimento della sua grandezza, fiducia nella sua giustizia.

E’ il monito profetico che ci invita fortemente a non fare compromessi col male. Con la giustizia di Dio non si scherza.

E’ un riconoscere che i suoi pensieri non sono i nostri pensieri, le sue vie non sono le nostre vie.

In continuazione l’AT ci invita a temere Dio. E’ però un riconoscerlo Padre. E’ timore filiale intriso di affetto, è più un non voler rattristarlo col nostro comportamento sbagliato che non un temerne il castigo.

Frutto del Timore del Signore è la coerenza.

postato da: aldejes alle ore 09:38 | link | commenti
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mercoledì, 27 maggio 2009

Respiri su AMAZON.COM

Da oggi "RESPIRI DELL'ANIMA"
si può trovare anche su AMAZON.COM*.

Annuncio: Presto uscirà anche la versione spagnola.




*Amazon.com, Inc. (NASDAQ: AMZN) è una compagnia di commercio elettronico statunitense con sede a Seattle, nello stato di Washington. È stata tra le prime grandi compagnie a vendere merci su Internet ed una delle aziende simbolo della bolla speculativa riguardante Internet alla fine degli anni Novanta. Dopo che la bolla scoppiò Amazon affrontò un certo scetticismo nei confronti del suo modello di business ma il 2003 fu l'anno in cui raggiunse per la prima volta un guadagno su base annua. Amazon possiede anche Alexa Internet, A9.com, e Internet Movie Database (IMDb).
postato da: aldejes alle ore 23:15 | link | commenti
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giovedì, 21 maggio 2009

Da ricordare ogni giorno...

È vero che non sei responsabile di quello che sei,

ma sei responsabile di quello che fai di ciò che sei.

(Jean-Paul Sartre)

postato da: aldejes alle ore 08:55 | link | commenti
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lunedì, 18 maggio 2009

La Chiesa criticata a prescindere ?

Dalla Chiesa che interviene troppo a quella che non si pronuncia in maniera abbastanza decisa

Uno spunto per la riflessione dopo gli avvenimenti che hanno coinvolto il Papa in Terra Santa e la Conferenza Episcopale Italiana sulla vicenda dei barconi di clandestini. Che voce può avere il credente in Italia.

In questi giorni abbiamo assistito a due chiari esempi della Chiesa Cattolica Romana che esprime chiaramente il suo punto di vista senza che questo causi “rivoluzioni” o “sconvolgimenti” negativi nel panorama politico internazionale.

Da una parte abbiamo il Papa Benedetto XVI affermare a chiare lettere il diritto del popolo palestinese ad avere uno stato dopo essere stato rimproverato da varie voci di non essere stato abbastanza incisivo in questo suo viaggio apostolico. La denuncia del muro e della situazione nei Territori Occupati è invece arrivata netta alle orecchie di tutti.

Dall’altra, la risposta senza mezzi termini della Conferenza Episcopale Italiana alle affermazioni del presidente del Consiglio italiano, Silvio Berlusconi, che ha rifiutato nei giorni scorsi l’idea di una società multietnica nel nostro paese. Monsignor Crociata, segretario generale della CEI, ha sottolineato come l’Italia viva “già e non da oggi una realtà di intercultura” che è di per sé “un valore”. Il segretario della commissione episcopale della CEI per le migrazioni, il vescovo Domenico Sigalini, ha insistito in merito alla notizia dei barconi respinti: “L’accoglienza non è né di destra né di sinistra, ma di tutti”.
La posizione della Chiesa in questo campo mira quindi all’accoglienza ma senza dimenticarsi della sicurezza. Ciò vuol dire che, nel caso in cui questi due obiettivi entrino in conflitto, la proposta è quella di “cercare possibili soluzioni che secondo la Chiesa dovrebbero orientarsi verso i valori cristiani”.

Ecco il punto centrale. Secondo la Chiesa. Già, perché qui ci stiamo muovendo invece verso l’altro rischio: la Chiesa che interviene troppo. 

E’ opportuno allora domandarsi se  le persone fisiche o gli enti o le organizzazioni che rivestono un ruolo religioso (che siano cristiane, ebraiche, musulmane, induiste, buddiste, etc.) abbiano il diritto di esprimere il loro giudizio e di far sentire la loro voce riguardo anche alle questioni politiche che chiamano in causa i valori in cui una persona crede.
E questo è un interrogativo che ora riguarda soprattutto la Chiesa cattolica italiana per la realtà storica e culturale che viviamo in Italia ma che, possibilmente, con il passare del tempo, arriverà a toccare le varie realtà religiose nel loro rapporto con la dimensione pubblica nazionale e internazionale. 

Certo, il pronunciarsi di voci autorevoli in opposizione o a favore di certe realtà come nel caso dei Territori Occupati o quello dei barconi di clandestini ha il suo peso e risponde anche ad un obbligo morale dei personaggi di rilievo pubblico. Ma c’è un elemento che spesso non viene preso in considerazione da coloro che criticano l’intervento della religione nella sfera pubblica, ed è il fatto che il singolo credente ha (o almeno potrebbe avere) una visione “morale” e “religiosa” non solo della propria vita privata ma anche degli eventi che hanno luogo nella realtà in cui vive.
E’ questo un peccato nell’Italia di oggi?

(Articolo di Elena Dini)

FONTE: www.minareti.it/index.php

postato da: aldejes alle ore 17:09 | link | commenti
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martedì, 12 maggio 2009

Una bella calda giornata...

ESTATE

Improvvisamente fu piena estate.
I campi verdi di grano, cresciuti e
riempiti nelle lunghe settimane di piogge,
cominciavano a imbiancarsi,
in ogni campo il papavero lampeggiava
col suo rosso smagliante.

La bianca e polverosa strada maestra era arroventata,
dai boschi diventati più scuri risuonava più spossato,
più greve e penetrante il richiamo del cuculo,
nei prati delle alture, sui loro flessibili steli,
si cullavano le margherite e le lupinelle,
la sabbia e le scabbiose, già tutte in pieno rigoglio
e nel febbrile, folle anelito della dissipazione
dell'approssimarsi della morte
perché a sera si sentiva qua e là nei villaggi il chiaro,
inesorabile avvertimento delle falci in azione.

H. Hesse

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lunedì, 04 maggio 2009

Il Carpe Diem

Vi segnalo l'uscita del nuovo articolo della mia rubrica "L'ATTIMO FUGGENTE",
si parla del Carpe Diem. Ce lo descrive molto bene uno scritto di Gabriel Garcìa Màrquez. Vi aspetto su:

Alle undici al bar

 
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venerdì, 01 maggio 2009

Un istante di te

Per raccontare un istante con te

dovrei raccogliere tutti gli altri istanti esistenti

ma neanche condensati tutti insieme

basterebbero

per pareggiare l’unico tuo.


Dovrei aggiungere ad essi

tutto il sale della Terra

ma ancora non avrebbero

il tuo sapore.


Dovrei aggiungere i suoni migliori del mondo

ma non eguaglierebbero

il canto della tua voce.


Dovrei aggiungere i migliori paesaggi naturali

ma quale creazione potrebbe

contemplare altro che te ?


Dovrei aggiungere le parole d’amore più belle

ma l’Amore stesso prende ispirazione

da te.


Come potrei dunque raccontare

un istante di te ?

 

(ALDO LI VOLSI)

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mercoledì, 22 aprile 2009

La storia della matita

Il bambino guardava la nonna scrivere una lettera. A un certo punto, chiese: Stai scrivendo una storia su di noi? È per caso una storia su di me? La nonna smise di scrivere, sorrise, e disse al nipote: In effetti, sto scrivendo di te. Tuttavia, più importante delle parole, è la matita che sto usando. Mi piacerebbe che tu fossi come lei, quando sarai grande. Il bimbo osservò la matita, incuriosito, e non vide niente di speciale. Ma è identica a tutte le matite che ho visto in vita mia! Dipende tutto dal modo in cui guardi le cose.
Questa matita possiede cinque qualità: se riuscirai a trasporle nell'esistenza, sarai sempre una persona in pace con il mondo.
Prima: puoi fare grandi cose, ma non devi mai dimenticare che esiste una Mano che guida i tuoi passi. "Dio": ecco come chiamiamo questa mano! Egli deve condurti sempre verso la Sua volontà.
Seconda: di tanto in tanto devi interrompere la scrittura ed usare il temperino. È un'operazione ch provoca una certa sofferenza alla matita ma, alla fine, essa risulta più appuntita. Ecco perché devi imparare a sopportare alcuni dolori: ti faranno diventare un uomo migliore.
Terza: il tratto della matita ci permette di usare una gomma per cancellare ciò che è sbagliato. Correggere un'azione o un comportamento non è necessariamente qualcosa di negativo: anzi, è importante per riuscire a mantenere la retta via della giustizia.
Quarta: ciò che è realmente importante nella matita non è il legno o la sua forma esteriore, bensì la grafite della mina racchiusa in essa. Dunque presta sempre attenzione a quello che accade dentro di te.
Quinta: essa lascia sempre un segno. Allo stesso modo tutto ciò che farai nella vita lascerà una traccia: di conseguenza, impegnati per avere piena coscienza di ogni tua azione.

(Paulo Coelho)

Apprezza ciò che sei perché tu sei amore,
quell'amore che cerchi in ogni cosa e in ogni dove.
Accogli ciò che tu sei perché tu sei ciò che cerchi di essere,
ciò che tu vuoi essere, tu sei la vita che crea la tua vita.
 Accetta te stesso, amore del tuo amore,
perché tu sei ciò che hai tanto bisogno di essere.
Sorridi all'amore che tu emani
perché tu sei quell'amore che cerchi in ogni luogo,
pace dei tuoi sensi.
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martedì, 21 aprile 2009

Le altre notizie: quelle buone

Firmata a Pechino la Charta dei diritti umani cinesi

Pechino, 16 aprile 2009. A vent'anni dalla repressione di piazza Tienamen da parte del governo cinese, il piano d'azione 2009-2010 approvato per il miglioramento dei diritti dei cittadini, segna una svolta importante per la Cina. La Charta, composta da 54 pagine suddivise in 5 capitoli, prevede una serie di interventi concreti per migliorare la tutela giuridica dei cittadini, l'educazione sociale, le opportunità di espressione delle proprie idee e il rispetto delle minoranze etniche e religiose.
Il dettato riformista, si concentra sulle fasce deboli della popolazione: donne, bambini, anziani, diversamente abili, detenuti, ecc.
Per la prima volta si interviene per l'abolizione della tortura e la "prudente" applicazione della pena di morte.
Considerata la tradizionale concretezza dei cinesi e il nuovo impegno in tema di diritti umani anche sulla scena internazionale, si può supporre la reale applicazione delle norme previste dalla Charta.
In risposta all'America di Obama e alla crisi economica, la Cina avvia un processo di modernizzazione, destinato a migliorare le condizioni di milioni di persone.

FONTE: http://www.buonenotizie.it

Vi suggerisco di visitare spesso questo sito, perchè le buone notizie ci sono e fanno bene al nostro cuore, e ci stimolano al bene. Le brutte notizie fanno più scalpore per cui vengono pubblicizzate di più sui nostri telegiornali. Spesso, più o meno consapevolmente, creano nelle persone sfiducia nell'uomo, diffidenza, paura e timore di affrontare la vita.

Esiste invece tanto bene nel mondo. Il bene non fa rumore, ma c'è. CIAO !

(Aldo Li Volsi)

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mercoledì, 15 aprile 2009

In superbia il valor, la santitate

In superbia il valor, la santitate
passò in ipocrisia, le gentilezze
in cerimonie, e 'l senno in sottigliezze,
l'amor in zelo, e 'n liscio1 la beltate,

      mercé vostra, poeti, che cantate
finti eroi, infami ardor, bugie e sciocchezze,
non le virtù, gli arcani e le grandezze
di Dio, come facea la prisca etate.

      Son più stupende di Natura l'opre
che 'l finger vostro, e più dolci a cantarsi,
onde ogni inganno e verità si scuopre.

      Quella favola sol dée approvarsi
che di menzogne l'istoria non cuopre,
e fa le genti contra i vizi armarsi.

(1)'n liscio: negli artifici

Tommaso Campanella
1568-1639

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domenica, 12 aprile 2009

Buon Passaggio!

Buon Passaggio!
Dalla schiavitù alla libertà,

dalla morte alla vita,
dalla disperazione alla speranza,
dal buio alla luce,
dalla paura alla sicurezza,
dalla tristezza alla gioia,
dalla solitudine alla comunione,
da ciò che è impossibile a ciò che è possibile,
questa è la Pasqua!

Buon Passaggio!
Dall'egoismo alla donazione totale,
dal tradimento alla fedeltà,
dal cuore indurito all'abbandono sincero,
dalla menzogna alla verità,
dalla miseria alla ricchezza.
da ciò che imbruttisce l'uomo a ciò che lo nobilita,
da creatura smarrita a Figlio di Dio,
questa è la Pasqua!


Buon Passaggio!
Dal peccato alla Salvezza,
dalla potenza umana alla potenza del Sacrificio,
dalla sapienza umana alla sapienza della Croce,
dall'amore umano all'amore di Gesù,
questa è la Pasqua!


Il Sepolcro è vuoto.
Gesù Cristo è Risorto.
L'Amore ha trionfato sopra ogni cosa.
Il Signore si è fatto più vicino che mai.


Questa è la Pasqua.
La felicità più grande diventa reale.
L'Amore più bello diventa per sempre.
Ogni passaggio è attuabile.
L'incontro con Gesù Risorto è possibile.

Buona Pasqua!


(Aldo Li Volsi)






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martedì, 07 aprile 2009

Uomini liberi ... per servire

Ci sono stati uomini che hanno vissuto per “liberare” gli altri.
Uomini che hanno offerto la propria vita
per permettere ad altri uomini di vivere dignitosamente.
Volevo dedicare l’articolo a questi uomini,
per ricordarmi e ricordare che non serve a nulla essere liberi
se anche gli altri intorno a noi non lo sono.
E che libertà è un dono grande che abbiamo,
se la usiamo per servire il prossimo.

 
(tratto dall'ultimo articolo della rubrica di Aldo Li Volsi "L'ATTIMO FUGGENTE")
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lunedì, 30 marzo 2009

La Sapienza per incontrare Dio ___ capitolo due ___

Figlio, se ti presenti per servire il Signore,
preparati alla tentazione.
Stá unito a lui senza separartene,
perché tu sia esaltato nei tuoi ultimi giorni.
Perché il Signore è clemente e misericordioso,
rimette i peccati e salva al momento della tribolazione.
Guai a voi che avete perduto la pazienza;
che farete quando il Signore verrà a visitarvi?
Coloro che temono il Signore non disobbediscono alle sue parole;
e coloro che lo amano seguono le sue vie.
Coloro che temono il Signore cercano di piacergli;
e coloro che lo amano si saziano della legge.
(Dal Libro della Sapienza, capitolo 2)
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venerdì, 27 marzo 2009

La Sapienza per incontrare Dio ___ capitolo uno___

Amate la giustizia, voi che governate sulla terra,
Egli infatti si lascia trovare da quanti non lo tentano,
I ragionamenti tortuosi allontanano da Dio;
La sapienza non entra in un`anima che opera il male
Il santo spirito che ammaestra rifugge dalla finzione,
rettamente pensate del Signore,
cercatelo con cuore semplice.
Si mostra a coloro che non ricusano di credere in lui.
l`onnipotenza, messa alla prova, caccia gli stolti.
né abita in un corpo schiavo del peccato.
se ne sta lontano dai discorsi insensati,
è cacciato al sopraggiungere dell`ingiustizia.
La sapienza è uno spirito amico degli uomini;
ma non lascerà impunito chi insulta con le labbra,
Difatti lo spirito del Signore riempie l`universo
Per questo non gli sfuggirà chi proferisce cose ingiuste,
Si indagherà infatti sui propositi dell`empio,
perché Dio è testimone dei suoi sentimenti
e osservatore verace del suo cuore
e ascolta le parole della sua bocca.
e, abbracciando ogni cosa, conosce ogni voce.
la giustizia vendicatrice non lo risparmierà.
il suono delle sue parole giungerà fino al Signore
a condanna delle sue iniquità;
poiché un orecchio geloso ascolta ogni cosa,
perfino il sussurro delle mormorazioni
Guardatevi pertanto da un vano mormorare,
Non provocate la morte con gli errori della vostra vita,
perché Dio non ha creato la morte
Egli infatti ha creato tutto per l`esistenza;
perché la giustizia è immortale.
non gli resta segreto.
preservate la lingua dalla maldicenza,
perché neppure una parola segreta sarà senza effetto,
una bocca menzognera uccide l`anima.
non attiratevi la rovina con le opere delle vostre mani,
e non gode per la rovina dei viventi.
le creature del mondo sono sane,
in esse non c`è veleno di morte,
né gli inferi regnano sulla terra,
Gli empi invocano su di sé la morte
con gesti e con parole,
ritenendola amica si consumano per essa
e con essa concludono alleanza,
perché son degni di appartenerle.
 (Dal libro della Sapienza, capitolo 1)
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martedì, 24 marzo 2009

Solo la fedeltà salva...

Il condom non risolve il flagello dell’Aids, anzi lo peggiora: lo dice il papa, ma anche la ricerca scientifica. I dati del Sud Africa, Uganda Thailandia, Filippine. Dietro gli attacchi al pontefice, la lobby neocoloniale della rivoluzione sessuale, portata avanti da frange dell’Onu e Ue.

Roma (AsiaNews) - “Non si può risolvere il flagello [dell’Aids] con la distribuzione di preservativi: al contrario, il rischio è di aumentare il problema”. Da giorni questa frase di Benedetto XVI viene accusata di insensibilità verso la tragica epidemia che colpisce molte parti del mondo, ma soprattutto l’Africa.
Il ministro olandese Bert Koenders ha detto che le parole del pontefice sono “estremamente pericolose e molto gravi” e che il papa “rende le cose più difficili”; il ministero francese degli esteri ha detto che i commenti di Benedetto XVI sono “una minaccia alla salute pubblica e al dovere di salvare vite umane”; il ministro tedesco della sanità ha giudicato “irresponsabile” il privare del preservativo  i “più poveri dei poveri”.
Tanto (falso) umanitarismo di rappresentanti di governi europei è anzitutto irrazionale e per nulla scientifico. La stessa agenzia Onu per la lotta all’Aids ha dovuto confessare – in uno studio del 2003 - che il condom fallisce in almeno il 10% dei casi. Altri studi dimostrano che le percentuali di fallimento nel fermare l’epidemia raggiungono anche il 50%. In Thailandia, il dott. Somchai Pinyopornpanich, vicedirettore generale del dipartimento per il controllo delle malattie a Bangkok, afferma che si ammala di Aids il 46,9% di uomini che usano il preservativo e il 39,1% delle donne.
Anche l’affermazione del papa che “il rischio è di aumentare il problema” è confermato dalle statistiche. Paesi come il Sud Africa, che hanno abbracciato in pieno la campagna sul “sesso sicuro” con l’uso del condom, sostenuta dall’Onu, l’Unione europea e varie organizzazioni non governative, hanno visto uno spaventoso incremento della diffusione dell’Aids. Al contrario, Paesi dove si spingeva alla responsabilità, all’astinenza e alla fedeltà, hanno visto una riduzione dell’epidemia.
Valga per tutti lo studio del dott. Edward Green del Centro sulla popolazione e lo sviluppo di Harvard che ha verificato il programma ABC (Abstinence; Be faithful; Condom, cioè astinenza, fedeltà, preservativo) applicato in Uganda dal 1986 e che, dal 1991, ha visto un declino delle infezioni dal 21% al 6%. Non va dimenticato che Green era un sostenitore del “sesso sicuro” con il condom e invece è divenuto un sostenitore dell’astinenza e della fedeltà nei rapporti di coppia.
Molti studi – anche quelli promossi dall’Onu – hanno dimostrato che le nazioni che più hanno fatto uso di preservativi sono pure quelli con le maggiori percentuali di infetti da Aids. Norman Hearst, medico ed epidemiologo dell’università della California, uno studioso del settore, ha ammesso una volta: “La promozione di condom in Africa è stata un disastro”.
E tanto per vedere la “pericolosità” dell’influenza cattolica sulla diffusione dell’Aids, basta citare il caso delle Filippine, Paese cattolico all’85% dove la percentuale di malati di Aids è dello 0,01%.
Lo stesso New York Times, che in questi giorni ha attaccato il papa per la sua frase “pericolosa”, ha dovuto ammettere la vittoria sull’Aids nelle Filippine, dovuta alla moralità tradizionale, basata sull’astinenza e sulla fedeltà. In un articolo del 20 aprile 2003 definiva l’arcipelago filippino come un luogo in cui “un bassissimo uso dei condom e una bassissima percentuale di infezioni da Hiv sembrano andare mano nella mano. Gli sforzi di prevenzione dell’Aids sono spesso focalizzati sull’uso del preservativo, ma qui non sono facilmente reperibili – e in maggioranza disprezzati – in questa nazione di cattolici conservatori”.
Davanti a tutti questi dati ci si può domandare come mai personalità dell’Onu, dell’Ue e organizzazioni “umanitarie” continuino a sbandierare la necessità dell’uso dei condom e bastonano la Chiesa cattolica per la sua sottolineatura sull’importanza dell’educazione, dell’astinenza e della fedeltà nei rapporti di coppia.
È possibile che lo facciano per guadagnare? Che abbiano tutti delle azioni nelle ditte che producono preservativi? Forse no. Credo che questo accanimento sul condom e contro la Chiesa cattolica e il papa siano solo un’ultima edizione di una forma di neocolonialismo. Anzitutto – come ha detto un missionario del Pime in Africa da decenni – si pensa che l’uomo africano non possa essere educato alla responsabilità e per questo ridurre il “sesso sicuro” alla tecnica è la risposta più facile.
E non bisogna dimenticare che eliminando la responsabilità e la fedeltà dal rapporto di coppia si spinge a un uso strumentale il corpo della donna africana, e non solo. Avviene così che i più accaniti femministi, sventolando i condom, divengano i propugnatori di un nuovo schiavismo.
Ma il neocolonialismo più pericoloso è quello di far passare con la lotta all’Aids una rivoluzione pansessuale, dove manchi qualunque riferimento ideale e rimangano ferme solo due cose: l’autonomia e il narcisismo della rivoluzione sessuale e la cura contro l’Aids. Da anni l’Onu e l’Ue stanno cercando di promuovere un documento chiamato “Linee guida sull’Aids e diritti umani” in cui si suggerisce che se in ogni nazione non si cambiano le leggi sulla sessualità, l’Aids non potrà essere sconfitto. Le “Linee guida internazionali” chiedono una completa libertà sessuale dove  vengano riformate le leggi che “proibiscono atti sessuali (compresi adulterio, sodomia, fornicazione e incontri di commercio sessuale) fra adulti consenzienti e in privato”, ma anche con minori (pedofilia). In tal modo le Linee guida salvano quegli atteggiamenti che sono causa della diffusione dell’Aids, ma si premuniscono chiedendo che ogni nazione metta a disposizione medicine e cure. Esse richiedono la legalizzazione internazionale del matrimonio omosessuale;  l’aborto possibile ovunque e per ogni donna; ma suggeriscono che contraccettivi, condom e cure anti-Aids siano distribuiti a tutti, anche a minori usati nel commercio sessuale, (cfr. http://data.unaids.org/Publications/IRC-pub07/jc1252-internguidelines_en.pdf).
La lotta mondiale all’Aids a colpi di condom è in realtà la lotta per questa ideologia.
(da - La “minaccia” della Chiesa cattolica e l’Aids -)
di Bernardo Cervelliera
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lunedì, 23 marzo 2009

Le coincidenze che non sono tali e son da cogliere

E se non si vedono le coincidenze si toglie la poesia alla vita.

 “La nostra vita quotidiana è bombardata di coincidenze o, per meglio dire, da incontri fortuiti tra le persone e gli avvenimenti chiamati coincidenze. Una co-incidenza significa che due avvenimenti inattesi avvengono contemporaneamente, si incontrano: Tomas appare nel ristorante proprio mentre la radio suona Beethoven. La stragrande maggioranza di queste coincidenze passa del tutto inosservata. Se al tavolo del ristorante al posto di Tomas si fosse seduto il macellaio dell’angolo, Tereza non avrebbe notato che la radio suonava Beethoven(…) L’amore nascente ha acceso in lei il senso della bellezza, e quella musica lei non la dimenticherà mai più. Ogni volta che la sentirà sarà commossa. Tutto ciò che accadrà intorno a lei in quell’istante, apparirà nell’alone di quella musica e sarà bello(…) Questa composizione simmetrica, nella quale un identico motivo appare all’inizio e alla fine, può sembrarvi molto “romanzesca”. Si, sono d’accordo, ma a condizione che la parola “romanzesca” non la intendiate come “inventata”, “artificiale”, “diversa dalla vita”. Perchè proprio in questo modo sono costruite le vite umane.
 
Sono costruite come una composizione musicale. L’uomo, spinto dal senso della bellezza, trasforma un avvenimento casuale in un motivo che va poi ad iscriversi nella composizione della sua vita. Ad esso ritorna, lo ripete, lo varia, lo sviluppa, lo traspone come fa il compositore con i temi della sua sonata(…) L’uomo senza saperlo compone la propria vita secondo le leggi della bellezza persino nei momenti di più profondo smarrimento.
Non si può quindi rimproverare al romanzo di essere affascinato dai misteriosi incontri di coincidenze, ma si può a ragione rimproverare all’uomo di essere cieco davanti a simili coincidenze nella vita di ogni giorno, e di privare così la propria vita della sua dimensione de bellezza”.

“L’insostenibile leggerezza dell’essere”, Milan Kundera
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giovedì, 19 marzo 2009

Signore il tuo amore è meraviglioso!

postato da: aldejes alle ore 23:03 | link | commenti (4)
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L'Amore è la soluzione migliore

Aids: «La Chiesa in prima linea
E i preservativi non sono la soluzione»
 
"Il Santo Padre ha ribadito le posizioni della Chiesa Cattolica e le linee essenziali del suo impegno nel combattere il terribile flagello dell'Aids: primo, con l'educazione alla responsabilità delle persone nell'uso della sessualità e con il riaffermare il ruolo essenziale del matrimonio e della famiglia; due: con la ricerca e l'applicazione delle cure efficaci dell'Aids e nel metterle a disposizione del più ampio numero di malati attraverso molte iniziative ed istituzioni sanitarie; tre: con l'assistenza umana e spirituale dei malati di Aids come di tutti i sofferenti, che da sempre sono nel cuore della Chiesa". Così il Direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha chiarito la posizione espressa ieri dal Pontefice in volo verso il Camerun. 
"Queste - ha proseguito il portavoce vaticano - sono le direzioni in cui la Chiesa concentra il suo impegno non ritenendo che puntare essenzialmente sulla più ampia diffusione di preservativi sia in realtà la via migliore, più lungimirante ed efficace per contrastare il flagello dell'Aids e tutelare la vita umana".

Le critiche da Francia e  Germania. Contro la presa di posizione del Pontefice si sono espressi alcuni esponenti del governo francese e tedesco. 
In Francia, in particolare, a scagliarsi letteralmente contro il Pontefice sono stati  l'ex premier di destra Alain Juppè ("Questo Papa comincia a rappresentare un vero problema"), il segretario nazionale del partito comunista, Marie-George Buffet (le frasi di Benedetto XVI per lui sarebbero addirittura "irresponsabili" e "criminali"). Critiche anche dal professor Michel Kazatchkine, direttore esecutivo del Fondo mondiale di lotta all'Aids, la tubercolosi e la malaria, che ha chiesto al Papa "di ritirare le sue affermazioni", ritenendole "inaccettabili". Quanto ai giornali, in prima linea il "solito" Le Monde, che oggi ha titolato: "Preservativo: Benedetto XVI più integralista di Giovanni Paolo II".
A Berlino sono stati due ministri, Ulla Schmidt, titolare della Sanità e Heidemarie Wieczorek-Zeul, Cooperazione economica e sviluppo, entrambi esponenti della Spd, ad esprimersi in merito in termini opposti: "I preservativi salvano la vita, tanto in Europa, quanto in altri continenti", hanno dichiarato insieme a Berlino.
I medici cattolici: «Il Papa dice il vero, il preservativo non è la soluzione». Il preservativo come mezzo di prevenzione nella lotta contro l'Aids non è "una magica soluzione" e anzi in alcuni casi, "non ha ottenuto nulla". È quanto affermano alcuni medici cattolici impegnati nel contrasto all'Hiv, ai microfoni di Radio Vaticana. "Se noi guardiamo alle iniziative, in termini di sanità pubblica, intraprese in Africa negli ultimi 20 anni - ha affermato il responsabile scientifico del progetto "Dream" di Sant'Egidio, il medico epidemiologo, Leonardo Palombi -, noi osserviamo che il largo impiego di condom non ha contenuto l'epidemia e non la sta contenendo in Europa orientale. Del resto - ha osservato -, il discorso sull'uso dei condom come magica soluzione dell'epidemia dell'Aids, parte dal presupposto che questo mezzo sia utilizzato sulla base di una certa cultura e sulla base di alcuni diritti, per esempio i diritti delle donne, che non è certo un fatto largamente consolidato".
Ciò che occorre sempre più, invece, ha aggiunto, è la possibilità di accedere gratuitamente alle cure. 
Il prof. Gianluigi Gigli, già presidente della Federazione mondiale dei medici cattolici, da parte sua ha portato l'esempio della Thailandia "dove ci si è basati solo sul profilattico, non ha ottenuto nulla: la situazione è addirittura, appunto, peggiorata. Ecco: questo dovrebbe far riflettere" perché , ha aggiunto, "se ci si limita solo al profilattico, la sensazione di falsa sicurezza che esso da questo rischio viene tuttavia a moltiplicarsi a causa del moltiplicarsi dei rapporti che la falsa sicurezza stessa genera".
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PARLA IL MEDICO FILIPPO CIANTIA
Aids: «Il successo dell’Uganda dà ragione al Papa»
 
La posizione del Papa sull’Aids? Realista, ragionevole e scien­tificamente fondata. Parola di un medico che da anni si misura col problema in uno dei Paesi africani dove il virus ha colpito più dura­mente, l’Uganda, e dove le strategie di contrasto hanno portato a risul­tati molto significativi, fino a farne un modello. Filippo Ciantia ci vive dal 1980 con la moglie e otto figli. È il rappresentante regionale dell’ong italiana Avsi per la Regione dei Grandi laghi ed è autore di nume­rosi interventi su riviste scientifiche. In uno di questi, pubblicato su Lan­cet, ha messo in evidenza l’efficacia della dottrina cattolica nell’affron­to dell’Aids.

In che senso Benedetto XVI esprime una posizione realista?
La strategia vincente di fronte al vi­rus non può essere meramente sa­nitaria e farmacologica. Si vince te­nendo conto di tutti i fattori che co­stituiscono la persona. I dati dimo­strano che l’Aids è diminuito solo nei Paesi in cui si è lavorato per mo­dificare i comportamenti sessuali e gli stili di vita delle persone, cosa che a sua volta deriva da un lavoro di informazione e educazione che coinvolge le famiglie, le donne, le scuole. È accaduto così in Kenya, E­tiopia, Malawi, Zambia, Zimbabwe e soprattutto qui in Uganda. Ma per ottenere risultati bisogna avere il co­raggio di scelte forti, come hanno fatto da queste parti...

Quali scelte?
Il cuore del problema sta nella mo­dificazione dei comportamenti, per esempio i rapporti sessuali a rischio contemporanei con più partner, che in Africa sono molto diffusi. C’è u­na notevole ritrosia a intervenire su questo terreno perché si dice che in nome della libertà non è lecito in­tromettersi nelle scelte della gente. Ma questa è una posizione ipocri­ta. Come la mettiamo allora con le campagne contro il fumo, l’alcol, la droga che si vanno moltiplicando? Anche questa è invasione di campo? Se un comportamento mette a ri­schio la salute, astenersi dall’inter­venire per cercare di modificarlo si­gnifica in realtà danneggiare le per­sone che lo mettono in atto e l’inte­ra società.

Quindi la Chiesa non fa invasione di campo parlando di astinenza e fedeltà al partner?
La Chiesa fa il suo mestiere e, fa­cendolo, contribuisce al bene di tut­ti. Non c’è un posto al mondo dove l’Aids sia diminuito senza un cambia­mento radicale dei comportamenti ses­suali. Ma per arrivare a questo si deve lavo­rare a livello educati­vo, non ci si può cer­to accontentare di di­stribuire preservativi, confidando nel loro effetto taumaturgico e deresponsabiliz­zando la gente. Lo ha capito bene il governo ugandese che ha laicamente lanciato con succes­so la strategia dell’ABC.

In cosa consiste l’ABC?
Alle persone viene consigliata l’a­stensione dai rapporti (Abstinence), la fedeltà al partner (Being faithful) e – in casi molto particolari e solo per certe, limitate categorie di per­sone – l’uso corretto del profilattico (Condom use). Risultato? La preva­lenza dell’Hiv è passata dal 15% del 1992 al 5% del 2004. E sa qual è sta­to il costo dei programmi avviati per favorire la modifica degli stili di vi­ta? 23 centesimi di dollaro a testa. Ha ragione il Papa: siamo di fronte a una tragedia che non può essere vinta solo con i soldi. Serve una stra­tegia multilaterale che metta al cen­tro il bene della persona.

Cosa vuol dire con­cretamente?
Promozione della condizione femmini­le, sostegno a chi è colpito dal virus con i farmaci (la gratuità è un elemento fonda­mentale e rischia di venire colpito dagli ef­fetti della crisi econo­mica), lotta allo stig­ma e alla discrimina­zione nei confronti dei malati, campagne di educazio­ne preventiva nelle scuole primarie raggiungendo i bambini prima che diventino sessualmente attivi. E per raggiungere questi obiettivi, non si può prescindere dal fattore comu­nitario.

Perché è fondamentale questo ele­mento?
In una società come quella africana è necessario coinvolgere i leader re­ligiosi e le comunità locali. In U­ganda molte organizzazioni si sono prese cura degli orfani (che sono due milioni e mezzo), hanno aiuta­to le famiglie colpite, si sono prodi­gate nell’attività educativa e so­prattutto hanno fatto compagnia ai malati. Come fanno quelli del Mee­ting Point, il partner locale di Avsi, che da anni aiutano migliaia di don­ne a Kampala e in altre città.

Cosa fanno?
Promuovono corsi di igiene e salu­te, prestiti per piccole attività lavo­rative, distribuiscono cibo. Molte donne sono state aiutate a capire che la loro esistenza è più grande della malattia, hanno cominciato il trattamento antiretrovirale che pri­ma rifiutavano perché si sentivano finite, si aiutano a vicenda a pren­dere le medicine. Se una di loro muore, i figli vengono presi in casa da un’altra. Si sentono amate da qualcuno che le considera impor­tanti. È un piccolo miracolo quoti­diano, un’esperienza d’amore più contagiosa del virus.
Filippo Ciantia
postato da: aldejes alle ore 13:57 | link | commenti
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